
VII EDIZIONE del Corso (in fase di riprogettazione per il 2012) - Possiamo evidenziare come nelle precedenti Edizioni, i partecipanti allo stesso abbiano visto raddoppiate le chance di superamento della prova scritta dell'Esame di abilitazione per la professione di Avvocato, rispetto alla media regionale (Umbria).
Qui di seguito, riportiamo le caratteristiche strutturali del Corso:
Parte teorica:
Parte pratica:
Corpo docente: Avvocati, docenti universitari e giudici, di comprovata esperienza.
Quota d’iscrizione agevolata per gli Associati ALI (possibile iscrizione ad ALI contestuale).
(allegato
della pubblicazione) In Italia, i numeri delle sole conciliazioni svolte presso le Camere
di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato si moltiplicano di
anno in anno. Si parte, è vero, ancora da una tangibile e (ahimè) generalizzata
ignoranza della materia, in specie fra quelli che potrebbero essere
proprio i suoi utenti finali, ma anche questo contesto sta mutando,
grazie ad interventi promozionali mirati ed alla spinta ed agli spunti
di normative europee e nazionali sull’argomento particolarmente
lungimiranti. Invero, i metodi di Alternative Dispute Resolution non costituiscono
certo una novità, ma da qualche anno sono investiti da uno sviluppo
accelerato ed attirano l’attenzione crescente di un numero sempre
maggiore di osservatori. In effetti, i vantaggi propri di questi metodi (in primis) e la crisi
di efficacia della Giustizia Ordinaria hanno suscitato un rinnovato
interesse per simili “procedimenti” di composizione delle controversie.
A livello comunitario sono stati prodotti sforzi notevoli per
accompagnare il loro sviluppo anche con azioni mirate di informazione e
di sensibilizzazione, partendo dal presupposto che l’accesso alla
giustizia per tutti è un diritto fondamentale, consacrato dall’articolo
6 della convenzione europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e
delle Libertà Fondamentali.
Ed i metodi A.D.R. si collocano pienamente nel contesto delle misure
volte al miglioramento dell’accesso alla giustizia. Inoltre, la lentezza dei procedimenti lede anche le possibilità
competitive del nostro Paese. Nel rapporto “Doing Business”, che riporta la classifica dei paesi
nei quali è più vantaggioso investire, il nostro paese si posiziona al
156-esimo posto su 181 posti (dopo il Sudan, il Ruanda, il Nicaragua e
l’Uganda), questo perché in Italia, secondo il rapporto sarebbe più
difficile, visti i tempi dei processi civili, recuperare un credito che
derivi da una disputa di tipo commerciale: 1.210 giorni in Italia,
contro, ad esempio i 331 giorni in Francia e 394 in Giappone. Il costo per le imprese dei ritardi della giustizia è di 2,3 miliardi
di euro: 371 euro per azienda. Le statistiche dunque si esprimono in maniera inconfutabile, il
“tasso di litigiosità”, ovvero il rapporto tra il numero di cause civili
di primo grado sopravvenute nell’anno e la popolazione media residente,
ci colloca, in maniera non invidiabile, ai primi posti della graduatoria
comunitaria con circa 9 milioni di cause (5.425.000 nei tribunali civili
e 3.262.000 davanti alle corti penali con un tasso di incremento, il
primo rispetto agli altri Stati, del 3,5% rispetto all’anno precedente). Si litiga in azienda, in famiglia, tra colleghi, per strada: il “43°
Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese redatto dal CENSIS”
fotografa un’Italia che vede un’escalation delle dispute private (ed in
particolare di quelle condominiali); inoltre, l’ultimo rapporto del
Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia) mette in
luce l’ampio divario rispetto agli altri paesi comunitari collocando
l’Italia agli ultimi posti, distanziata in maniera rilevante da Germania
e dal Regno Unito.
L’intento con cui è stato ideato questo quaderno universitario della
mediazione è quello di dare vita ad una agorà aperta ad ogni contributo
al fine di poter esaminare ed analizzare la materia della mediazione
civile e “dintorni”, quindi anche gli altri strumenti di Alternative
Dispute Resolution. Abbiamo così deciso, in fase redazionale, di non “obbligare” gli
autori ad “imbrigliare” i propri pensieri ed i propri contenuti in
determinati format o a presentare delle relazioni su di un argomento
specifico.
I nostri “venticinque lettori” potranno quindi apprezzare la
particolarità e l’unicità di ogni singolo contributo. Il fine, come in una Libera Piazza delle Idee, è quello di mettere a
disposizione uno spazio comune per la libera discussione, per
l’argomentazione di tesi e di posizioni, per lo scambio di “impressioni,
sensazioni ed idee”, per l’analisi ed il commento di normative, prassi e
giurisprudenza, tutto in una ottica ed in modalità “pluri” ed “inter”
disciplinare. La cattedra di Diritto della conciliazione, della mediazione e
dell’arbitrato dell’Università e-Campus rimane aperta ad ogni contributo
scientifico, così da poter strutturare, nel tempo, questo pioneristico
intervento come un punto di riferimento periodico per chi voglia
approfondire gli argomenti di comune interesse. Ulteriore passo sarà poi quello di creare un Istituto di Ricerca
Universitario (facoltà di Giurisprudenza, Economia e Psicologia) per lo
Studio e la Ricerca delle Alternative Dispute Resolution, così da
aggregare idee e contributi scientifici e dare origine ad un network
funzionale fra ricercatori e docenti di diverse Università italiane e
straniere. Ringraziamo quindi l’Università e-Campus che ci ha permesso di dare
forma alle nostre idee, gli associati dell’Associazione Mediatori e
Conciliatori Italiani, che ci supportano con i loro sempre interessanti
stimoli e tutti gli Autorevoli Autori di questo numero, che hanno voluto
condividere con noi lo spirito pioneristico della nostra iniziativa. I contributi di questo volume sono stati editati prima della
pubblicazione del d.m. 180/2010, del quale si discuterà in maniera
esaustiva nel prossimo numero dei quaderni universitari e-Campus.
Prof. Avv. Damiano Marinelli
“Per ogni nonnulla, anche per una pietruzza caduta dal murello di cinta, anche per una festuca di paglia, gridava che gli sellassero la mula per correre in città a fare gli atti. Cosi, a furia di carta bollata e di onorari agli avvocati, citando questo, citando quello e pagando sempre le spese per tutti, s’era mezzo rovinato” (Luigi Pirandello - “La giara”).
Sono attivi numerosi Gruppi di Studio dell'Associazione ALI.
Nello specifico, ad oggi, risultano essere i seguenti:
Scopo dei Gruppi di Studio è quello di analizzare nel dettaglio le
tematiche trattate, per arrivare ad elaborare dei testi da sottoporre
all'attenzione degli altri associati, delle realtà esterne interessate
all'argomento e per creare delle vere e proprie "collane" editoriali
interne ed esterne all’associazione.
L'attività in esame si esplica territorialmente, condividendo, a livello centrale, le scelte strategiche e di indirizzo annuali.